

Oggi una piccola riflessione, come ogni mattina dal "Pane Quotidiano" edito da Sempre Redazione dell'Associazione Papa Giovanni xxiii del compianto don Oreste Bensi, speriamo che presto possa essere innalzato agli Onori degli Altari.
Dal Vangelo secondo Matteo, )Mt 11, 28-30) In quel tempo, Gesù disse: <<>>.
Don Oreste dice:.................omissis......Quando tu incontri il fratello e fai finta di non vederlo, sei oppressore del tuo fratello.............omissis
ancora.............omissis.............Tutta l'organizzazione sociale distinta per caste è oppressione.......omissis.
L'Oppressione oggi è il sistema vigente nel mondo, tutto è oppressione, la ricerca e negazione del lavoro, assistenza, studio, il vivere quotidiano per tutti, grandi e purtroppo bambini, basti pensare alla pedofilia e alle cronache attuali, da parte di laici, è vergognoso, ma anche e purtroppo da parte di appartenti alla Chiesa. Beninteso, solo da parte di alcuni demoni che ne fanno parte indegnamente, fino ad oggi sono stati coperti da superiori o CASTE (già Martin Lutero definì la chiesa di allora una CASTA Meretrice) che a volte pensando di risolvere il problema si limitavano a trasferire senza pensare che così facendo hanno seminato il male da per tutto, e oggi lo ritroviamo diffuso come una metastasi.
Ma ritorniamo all'Oppressione e il parroco del mio paese, che quando mi incontra fa finta di non vedermi, anche oggi che Angelo è con me:
Ne darete conto a Cristo nel giorno del giudizio, non riuscirete a sfuggire a questo, esseri immondi, e a nulla serve salire sugli altari o recitare rosari come leggere un libro o un gionale perchè in voi non c'è amore, voi non mettete la vostra spalla sotto la croce di Noi oppressi, ammalati, detenuti, affamati, gli ultimi, che siamo i prediletti di Gesù, tutti i giorni col vostro fare e dire, ESSERI IMMONDI...........
(Mt 25, 34.36.40) "Venite, benedetti del Padre mio", dice il Signore; "ero malato e mi avete visitato. In verità io vi dico: tutto quello che avrete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me"
Giovanni Falcone





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